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Insulti su Facebook? occhio perchè può scapparci la condanna!

Data:1 aprile 2010


Leggendo qua e la in diversi blog che trattano del mondo di Facebook mi sono imbattuto in quello di “The Marketer” dove viene affrontato l’argomento degli “insulti” su Facebook che possono sfociare in una denuncia e ad una possibile condanna.

Nell’articolo si cita la situazione di una ex coppia in cui lui è stato condannato, dal Tribunale di Monza il 2 Marzo 2010, a pagare 15000 euro di risarcimento (oltre alle spese legali) alla sua ex per averla diffamata utilizzando lo strumento di Facebook inserendo sulla bacheca di lei messaggi molto pesanti che, secondo i giudici, andavano a ledere la reputazione della donna.

In questo caso ci di è posta anche la domanda se Facebook potesse essere condannato anch’esso oppure se tutta la colpa dovesse, a mio parere giustamente, ricadere solo ed esclusivamente sul “lui” della coppia.

Come spiega l’avvocato Massimo Melica intervistato da Roldano De Persio, autore dell’articolo su The Marketer, Facebook non può assolutamente essere ritenuto responsabile di offese e lesioni alla reputazione degli utenti, in quanto segnala nei propri termini e condizioni d’uso di declinare la propria responsabilità civile e/o penale in merito, pur dichiarandosi titolare dei contenuti inseriti nel sito.

Durante l’intervista inoltre l’avvocato spiega come non sia possibile far ricadere nelle comunicazioni private i messaggi in bacheca, in quanto la natura di condivisione e di tagging di Facebook permette a tale messaggio di diffondersi nella rete delle amicizie della persona che lo riceve e di conseguenza di trasmetterlo in teoria e pratica a migliaia di persone.

Questo episodio ci fa capire come la legge italiana possa tutelare i soggetti che possono ricadere in questa situazione, per chi ha intenzioni poco serie deve far capire come Facebook non sia un mondo libero dove tutto è permesso anzi essendo uno spazio dove tutto è condivisibile è sempre meglio stare attenti a ciò che si scrive per evitare brutte figuracce, nella migliore delle ipotesi, ma anche situazioni ben peggiori come è capitato al personaggio citato nell’articolo.

Potete leggere l’intervista completa direttamente sul blog “The Marketer” a questa pagina:
http://www.themarketer.info/31-03-2010/insulti-facebook-massimo-melica-intervista-sentenza-monza/

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